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Quel che si vede e quel che non si vede: un racconto fiorentino.

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Pubblicato da Elena Garognoli - 31 luglio, 2018

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Per la serie, Racconti con gli occhiali, una storia che ha come protagonisti una dotata pianista e il suo paio di occhiali a Firenze. Buona lettura! 

 

Quel che si vede e quel che non si vede: l'essenziale è invisibile agli occhi (A. de Saint-Exupéry)

Capitolo Primo. In una Firenze di qualche anno fa

Chi arrivava a Villa de’ Platani a Firenze si sentiva subito avvolgere in una strana atmosfera, come se stesse abbandonando a poco a poco le vie familiari del centro fiorentino, animate dal vociare in simpatico dialetto. Alla Villa al contrario le uniche voci erano quella del vento che frusciava fra i suoi platani secolari e quella di un pianoforte che risuonava di frequente in melodie armoniose e raffinate.

Effettivamente per tutti quelli che da Porta Romana salivano verso Piazzale Michelangelo, non era raro soffermarsi a pochi passi dalla Villa ad ascoltare note delicate in piacevoli intermezzi.

Il talento che rendeva possibile questa atmosfera era quello della timida e silenziosa Nina degli Albizi. 

 

Capitolo Secondo. Fra limoni, camelie e pianoforti

A Villa de' Platani Nina c’era nata ed era quella l’unica casa che avesse mai avuto. Lì viveva insieme alla sorella Flora che come lei non si era ancora sposata e che gestiva il ricco calzaturificio di famiglia. Una maga dei conti, l’energica Flora, precisa nell’amministrare l’attività, a tirare avanti l’intera Villa e a badare a quella sorella il cui carattere a lei, donna d’azione e abile imprenditrice, risultava davvero difficile da capire.

Nina passava le sue giornate nella piccola depandance fatta costruire per lei dal padre, quando era ancora una bambina, nascosta nel parco della Villa fra i vasi rigogliosi di limoni e camelie. Ed era lì in quel paradiso di essenze che la aspettava fedele il pianoforte di Villa de’ Platani!

Malaticcia e debole fin da piccola, Nina si trovava a 30 anni suonati a non aver mai messo il naso fuori da Firenze. Eppure ogni giorno quella depandance si trasformava per Nina in una ambiente senza confini, una stanza senza più pareti per prendere in prestito le parole dalla celebre canzone.

Così Nina poteva scendere e a farsi un giretto per il mercato di Borgo San Lorenzo, o godersi il fresco al Giardino di Boboli, fino ad avventurarsi al tramonto sulle colline di Fiesole. La musica la portava ovunque nella sua bella e amata Firenze persino in posti che nessun fiorentino forse aveva mai visto, anzi..che solo gli occhi di Nina potevano vedere!

 

Capitolo Terzo. Il nocciolo della questione

E proprio qui sta il punto….solo quello che albergava nella sua mente, Nina poteva vedere perché la dura realtà, era che la dotata pianista non ci vedeva a un palmo di naso.

Complice una grave miopia mai curata, Nina ne combinava davvero di tutti i colori in casa e la sua eleganza al piano diventava pura goffaggine fra i salotti della Villa.

Non era raro alle prime luci dell’alba quando Nina si alzava da letto, sentire un vaso cadere dalle scale, un piatto infrangersi, e a seguire i rimproveri di Flora! Come la nostra protagonista riuscisse a leggere gli spartiti era un vero mistero e forse per questo la sua musica era così originale e affascinante, frutto di una vena creativa instancabile.

Nonostante Nina ci vedesse così poco non ne voleva proprio sapere di andare dal dottore, timida com’era ne aveva davvero una gran paura.

Flora estenuata dalla situazione quando ormai anche l’ultima tazzina del servizio di porcellane lasciato dalla nonna era andata in mille pezzi non sentì ragioni: il piano si azzittì bruscamente e un "Adesso basta!" si fece sentire forte e chiaro in tutte le stanze della Villa.

Il giorno dopo Nina era dall’oculista sotto lo sguardo severo e deciso di Flora. Di lì al negozio dell’ottico ci volle un attimo e finalmente Nina aveva i suoi primi occhiali da vista.

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Capitolo Quarto. Un paio di occhiali e il loro destino

Che successe a quel punto? Semplice, direte voi, la vita di Nina cambiò da così a così e Villa de' Platani smise di risuonare delle sue piacevoli melodie....Niente di più sbagliato!

Quando Nina fece la sua prima passeggiata a Firenze accompagnata da Flora con occhi nuovi, tutto le sembrò diverso. Dov’erano i colori vivaci che la sua mente dipingeva in ogni angolo di Firenze? E il mercato a Borgo San Lorenzo? Così caotico e frenetico che quasi non riusciva a reggersi in piedi, travolta dalla folla in cerca di occasioni. Il mondo le sembrava davvero brutto...a tal punto che si tolse stizzita gli occhiali e chiese alla sorella di riportarla immediatamente a Villa de' Platani. Mai e poi mai li avrebbe indossati di nuovo!

Da quel momento Nina realizzò esattamente cosa sarebbe stata per tutta la vita. Un’artista, una nomade vagabonda nelle praterie della fantasia e della libertà. Avrebbe passeggiato nella sua Firenze, quella vera almeno per la sua mente, quella che la rendeva felice. E se le andava di fare un salto a Pisa, nel candore di Piazza dei Miracoli? Meglio ancora! Bastava uno schiocco di dita.

Nina, prima così poco sicura di sé, finalmente aveva trovato se stessa e mai era stata così decisa, energica e determinata! Flora non potè che accettarlo con una certa soddisfazione. D’altronde i servizi di porcellana erano finiti e da rompere non c’era davvero altro! La musica aveva ripreso a suonare più vivace e originale che mai nella Villa de' Platani tanto da attirare sempre più musicisti e produttori discografici interessati a tirare fuori dal quel posto quel prodigio nascosto così libero e impetuoso. Ma figuratevi se Nina ne voleva sapere!

 

Capitolo Quinto: Morale della favola

Che fine avevano fatto gli occhiali? Invece che tenerli chiusi dentro un cassetto, Nina li appoggiava sempre sul pianoforte..perché quegli occhiali aveva cominciato davvero ad apprezzarli. Non certo perché li indossasse ma perché gli avevano fatto capire l’importanza di vedere la realtà da punti di vista diversi!

Quel che si vede e quel che non si vede..... a volte è meglio certe cose neanche vederle o vederle sotto un'altra luce a patto che tutto questo ci renda veramente felici! D'accordo o meno con la nostra protagonista, di certo possiamo affermare che di questa morale Nina era pienamente convinta.

Nomi luoghi e persone citati in questo racconto sono frutto della pura fantasia dell’autrice e non fanno riferimento alcuno a cose, fatti, luoghi o persone reali.

Sperando che il nostro racconto ti sia piaciuto, ti ricordiamo che questa è solo una storia! Non imitare Nina e ricordati di fare un controllo dall’ottico di fiducia o dall’oculista!

Argomento: Racconti con gli occhiali

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