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ANATOMIA DELL'OCCHIO

Com'è fatto l'occhio umano?

La vista uno dei più importanti fra i 5 sensi! Scopriamo insieme l'anatomia dell'occhio umano

L'occhio è senz'altro uno degli organi più utilizzati nel corso della storia del genere umano. Chissà quanti nostri antenati preistorici, ha salvato dalle grinfie delle bestie feroci, consentendo di fatto il cammino dell'evoluzione. Come una macchina fotografica, scatto dopo scatto colleziona i momenti più importanti della nostra vita, mettendoci in contatto con tutto ciò che ci circonda. 

Proprio per questo motivo è importante rivolgersi periodicamente ad un ottico o a un medico oculista per verificarne lo stato di salute e per correre ai ripari quando necessario!

Incontra l'ottico

Per quanto piccolo e spesso apparentemente fragile, l'occhio umano è in realtà un organo complesso e ben articolato da cui gli studiosi sono sempre stati affascinati. In questa pagina risponderemo alla domanda com'è fatto l'occhio umano, descrivendone le parti anatomiche principali e le loro funzioni.

  1. Il bianco dell'occhio: bulbo oculare, sclera
  2. La porta di ingresso: cornea, iride e pupilla
  3. La lente naturale: il cristallino
  4. L'imprescindibile: la retina

1. Il bianco dell'occhio: bulbo oculare e sclera

anatomia-occhio-come-funziona

L'occhio, come dicevamo, appare davvero come organo fragile e delicato. Che fastidio quando un piccolo grumo di polvere lo colpisce o una minuscola quantità di shampoo ci finisce dentro quando facciamo la doccia! Eppure esso contiene al suo interno alcuni fra gli strumenti più sensibili di tutto il nostro corpo!

Per fortuna la prima cosa che si incontra in un occhio è una sorta di armatura protettiva costituita da palpebre, ciglia e sopracciglia in grado di proteggerlo da agenti esterni come polveri, batteri, piccoli residui di trucco per le donne, frammenti e sporcizia in generale. Il movimento instancabile delle palpebre, del quale neanche ci accorgiamo, non è affatto casuale...anzi tutto il contrario! Esso favorisce la circolazione del liquido lacrimale e contribuisce alla lubrificazione dell'occhio. In pratica le palpebre sono un po' come i tergicristalli di un'automobile, tergicristalli sempre attivi anche quando non piove!

Dietro questa armatura protettiva naturale trova la sua collocazione il bulbo oculare con la sua forma non perfettamente sferica, ma bensì allungata e leggermente schiacciata. Lo potremo paragonare ad una sorta di "matriosca russa" considerando che è fasciato da una serie di membrane tutte racchiuse una dentro l'altra. Esse hanno caratteristiche fisiologiche molto diverse l'una dall'altra e sono:

  • la sclera (con prevalenza di tessuto fibroso)
  • la coroide (con prevalenza di tessuto vascolare)
  • la retina (con prevalenza di tessuto nervoso)

In particolare il bulbo è ricoperto per il 90% da un primo strato esterno detto sclera e che a tutti gli effetti costituisce il bianco dell'occhio. Essa rappresenta quasi una tunica esterna, di carattere fibroso, resistente ma opaca ai raggi luminosi. Il restante 10%, non coperto dalla sclera, è la parte del bulbo dove si innesta il nervo ottico.

La sclera è a sua volta ricoperta da una mucosa che riveste anche la parte interna delle palpebre e che assume il nome di congiuntiva, di cui la ben nota congiuntivite altro non è che un'infiammazione dovuta a diverse cause, fra cui le allergie stagionali.

Subito sotto la sclera si trova la coroide, ricca di vasi sanguigni. Essa costituisce quasi una sottoveste rispetto alla sclera. Si caratterizza per un colore tipicamente bruno-ruggine e contiene uno speciale pigmento che assorbe i raggi luminosi, impedendo loro di raggiungere la sclera. La presenza di un alto numero di vasi sanguigni sulla coroide è dovuta al fatto che solo così può arrivare il corretto apporto di ossigeno alla retina, l'ultima delle 3 membrane, la più interna, ma anche la più importante come vedremo a breve.

2. La porta d'ingresso: cornea, iride e pupilla

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La sclera, come abbiamo detto, è costituita per lo più da un tessuto fibroso irrorato da capillari. Essa risulta schermata dalla luce solare e completamente cieca...quasi come una nave senza gli oblò!

Ecco perché nella parte anteriore della sclera viene a posizionarsi una delle lenti più potenti del nostro apparato visivo: la cornea.

La cornea ha essenzialmente 4 caratteristiche principali:

  • è completamente trasparente
  • ha forma convessa
  • è priva di vasi sanguigni
  • ha 5 strati sovrapposti costituiti da cellule epiteliali e tessuto connettivo

La cornea costituisce il primo e fondamentale ingresso della luce all'interno dell'occhio. La sua trasparenza è condizione imprescindibile ed è per questo che per trarre le sostanze vitali deve appoggiarsi alla sclera!

Qualora la sua forma ricurva, tipicamente convessa,  presenti delle anomalie, ad esempio quando essa si schiaccia e si allunga a formare un ovale, ecco che la luce che entra viene convogliata sulla retina in più punti focali (e non in uno solo come dovrebbe). Questo è proprio quello che accade in presenza del difetto refrattivo dell'astigmatismo.

Subito dietro la cornea viene a collocarsi l'iride, la parte colorata dell'occhio, al cui centro spicca un puntino nero, la pupilla, che ha la particolare caratteristica di contrarsi e distendersi a seconda dell'intensità dell'impulso luminoso da cui viene colpita.

Ma a che cosa serve l'iride e perché è colorata? L'iride svolge un ruolo di protezione dalle radiazioni luminose più forti e nocive rispetto alla retina. Non a caso i soggetti con fototipo di pelle chiara e occhi azzurri o verdi devono stare molto attenti alle esposizioni solari e ai raggi UVB. Anche la loro vista risulta infatti più sensibile. La colorazione dell'iride non a caso dipende dalla concentrazione di melanina e dal tipo di pigmento contenuto. Quest'ultimo a sua volta non è altro che un fattore genetico!

Gli standard più moderni, seguiti nel laboratorio di un medico oculista, prevedono analisi scrupolose di tutte le parti dell'occhio fino al fondo oculare, con una valutazione dello stato di salute di tutte le parti dell'occhio. Per questo ti consigliamo di recarti con regolarità dall'oculista o dall'ottico che ti saprà indirizzare al meglio verso eventuali visite più specifiche.

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3. La lente naturale: il cristallino

occhio

Il cristallino come la parola stessa lascia immaginare è al pari della cornea del tutto trasparente. Non a caso è anch'esso privo di vasi sanguigni o innervature di qualsiasi genere.

È considerata a pieno titolo una lente naturale biconvessa estremamente potente e precisa. Da un punto di vista fisico esso appare come un disco, la cui forma somiglia vagamente a quella di una mandorla. A tenere il cristallino quasi in sospensione dietro l'iride ci pensano i numerosi legamenti che lo collegano direttamente ai muscoli ciliari. Sono proprio questi con le loro contrazioni e distensioni che consentono al cristallino di "accomodarsi".

In effetti una delle principali proprietà del cristallino è proprio quella dell' accomodazioneIn pratica esso funziona come lo zoom di una macchina fotografica consentendo di mettere a fuoco una determinata immagine. Entra in gioco in presenza di un'immagine nelle immediate vicinanze oppure quando è richiesto alla vista di spaziare a distanze diverse fra loro. 

Cristallino e presbiopia

Quando, passati i 45 anni il cristallino comincia a perdere la sua flessibilità e va incontro ad un progressivo indurimento, vedere bene da vicino comincia a non essere più tanto confortevole come una volta. Gli occhi si stancano presto a leggere e si comincia ad allungare le braccia o a tirare indietro il collo, quasi a creare una maggiore distanza fra sé stessi e la pagina del libro o del giornale. Quando questo si verifica siamo chiaramente in presenza di un inizio di presbiopia, un disturbo della vista dovuto all'avanzare dell'età!

La soluzione? Senz'altro un buon paio di occhiali...ma quale? occhiali24.it ti consiglia di fissare un appuntamento con l'ottico e di valutare se optare per il classico occhiale monofocale da lettura, oppure un paio di progressivi, soprattutto se alla presbiopia si aggiungono difficoltà a vedere anche da lontano.

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Cristallino e cataratta

Oltre alla presbiobia, un altro comune difetto della vista, spesso associato all'età (ma non solo), è connesso al mal funzionamento del cristallino. Si tratta della cataratta, che si verifica quando la nostra lente naturale non è più tanto trasparente, come una volta; anzi, essa risulta torbida e sporca così da generare una visione poco nitida dello spazio circostante con pesanti distorsioni.

In questo caso, è consigliata una visita dal medico oculista che saprà valurare verso quale soluzione indirizzarti, come ad esempio, qualora possibile, quella dell' intervento chirurgico con sostituzione del cristallino e applicazione di una lente artificiale.

4. L'imprescindibile: la retina

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Ultima per posizionamento, ma non certo per importanza, ecco fare capolino come ultimo baluardo prima della trasmissione dell'impulso luminoso al nervo ottico, la retina. Come la sclera e la coroide anche la retina è una membrana, molto diversa dalle altre, considerando l'abbondante presenza di tessuto nervoso.

Questo perché la retina è di gran lunga la parte più sensibile alla luce che su di essa viene convogliata dall'esterno dopo aver attraversato tutte le altre componenti dell'occhio, incluso il corpo vitreo. Quest'ultimo riempie tutto l'interno del bulbo oculare dietro il cristallino, schiacciando peraltro la retina e preservandola da eventuali urti. 

La retina in quanto membrana fotosensibile si caratterizza per la presenza di speciali fotoricettori, capaci di percepire e memorizzare i colori delle immagini provenienti dall'esterno. Si tratta dei bastoncelli, collocati nella parte centrale della retina, detta macula, e coni, posti in aree decisamente più periferiche. Essi entrano in funzione per la visione diurna o notturna ed è proprio in presenza di un loro cattivo funzionamento che si verificano ben noti fenomeni quali il daltonismo!

L'importanza della retina è evidente se consideriamo che qualora il raggio luminoso non venga proiettato su di essa in modo corretto, si determinano i principali difetti refrattivi della vista. Ad esempio:

  • Miopia
    l'immagine non viene messa a fuoco sulla retina ma bensì davanti ad essa
  • Ipermetropia
    l'immagine non viene messa a fuoco oltre la retina e non su di essa

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Sperando di essere riusciti a rispondere a tutte le tue domande sull'anatomia dell'occhio umano vogliamo ricordarti che siamo sempre disponibili a fornirti i nostri consigli e chiarimenti. Potrai chiederci ulteriori informazioni, commentando la nostra pagina o condividendola con amici e parenti.

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